Sergio Di Giorgi, critico cinematografico, si è occupato spesso nella sua vita di cinema documentario non solo nei suoi scritti critici, ma anche come organizzatore di sezioni ad esso dedicate in rassegne e festival, durante eventi culturali, nell’ambito di iniziative formative organizzate dall’Associazione Nazionale Formatori – AIF e, in tempi più recenti, nelle sessioni di pratica del social dreaming (vedi ...
In questo quarto e ultimo capitolo di IN ORIGINE È STATO UN CARTEGGIO, la corrispondenza tra Giovanna Gammarota e Francesca Loprieno sul “fare arte” diventa più intima pur rimanendo evidente la “forza” collettiva di quanto detto: Tutte quelle cose (titolo dell’opera comune finale) lascia intendere come, se messe l’una accanto all’altra, queste ci permettono di capire chi siamo, come ...
Finire un testo non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non garantisce la ricchezza I registi francesi (nel caso, donna) amano il loro cinema più di quanto lo facciano, a volte, gli italiani. Donzelli ama soprattutto Truffaut e Sautet, al punto di ...
Si ritiene comunemente che, mentre gli umani sarebbero dotati di creatività cioè della capacità di generare il nuovo nel campo del simbolico, l’AI generativa ne sia priva. Certamente può fare cose mirabili simulando la creatività, e lo fa ibridando in modo probabilistico sterminati archivi di strutture e pattern preesistenti e in questo modo può dare forma a oggetti ben fatti, ...
«Il tango è un pensiero triste che si balla» Enrique Santos Discépolo Se, ontologicamente, la disperazione dell’essere-per-la-morte heideggeriano ci abita e ci fonda in attesa dell’Evento, dell’Occasione o della Teofania, il primo romanzo di László Krasznahorkai, Sátántangó (1985), autore quest’anno insignito del premio Nobel per la letteratura1 e reso celeberrimo da Béla Tarr con l’omonimo film (1994), rappresenta quella ferita ...





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